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Vi segnalo questo bell'articolo che ha come argomento il trattamento che i genitori dovrebbero avere nei riguardi di un proprio figlio timido. Molti di noi sono stati timidi da bambini (e magari lo sono tuttora!) e hanno sofferto di questa situazione poichè da molti veniva evidenziata come una sofferenza, come un qualcosa che ci metteva in secondo piano, o comunque su un piano "diverso" di quello degli altri bambini.
La timidezza viene infatti spesso vissuta in maniera negativa da un bambino a tal punto da diventare angoscia e fargli limitare le proprie abitudini, le proprio compagnie, i luoghi che frequenta.
Si tratta a volte di una consapevolezza di sè non ancora matura nel bambino e questa situazione lo porta a soffrire, a sentirsi a disagio quando si trova in luoghi o in compagnia non "abituali", quindi in situazioni nuove.
E' importante in queste situazion il ruolo che giocano i genitori nei confronti del proprio figlio timido, perchè i genitori sono essenziali nell'aiutarlo a prendere consapevolezza di sè e nell'aiutarlo ad affrontare determinate situazioni con i giusti strumenti ed i giusti approcci.
Lo psicologo infantile olandese Alfred Lange, gestore del sito Ouders online (Genitori online) e professore all'Università di Amsterdam, fornisce una serie di consigli molto interessanti ed utili per gestire al meglio queste situazioni. Li riporto di pari passo così come sono citati sul sito online di Famiglia Cristiana:
1) Non permettiamo che altri definiscano il bambino come "timido". Il bambino potrebbe soffrire più di questa etichetta che non della timidezza stessa.
2) Parliamo con gli insegnanti di come trattano il nostro bambino, come valutano la sua timidezza, come si comporta a scuola... Condividiamo la nostra preoccupazione con gli insegnanti, senza però preoccuparsi continuamente e andare in angoscia noi!
3) Non obblighiamo il bambino a fare delle cose che non osa fare, ma offriamogli la necessaria protezione in situazioni per lui difficili da gestire. Prepariamo il bambino a questi eventi!
4) Raccontiamo al bambino di situazioni e di persone nuove che incontrerà: i nostri racconti su parenti e amici, foto etc. lo aiutano a mettere gli eventi in un contesto che diventa più comprensibile e di conseguenza meno temibile.
5) Parliamo con il bambino delle sue paure e incertezze; anche noi siamo stati bambini e spesso possiamo capire fin troppo bene cosa vivono. Raccontando di noi stessi aiutiamo i bambini a mettere le loro emozioni in parole. Solo così il bambino potrà imparare a gestirle. Rispettiamo e facciamo attenzione ai sentimenti dei bambini.
6) Facciamo i complimenti quando si riesce a gestire bene una situazione. Senza ergerci a giudici, si può però anche discutere sugli aspetti che andrebbero migliorati. Vogliamo bene al bambino così com’è!
7) Insegniamo al bambino, anche con l’esempio, a gestire le frustrazioni. Questo aiuta nella creatività per risolvere i problemi.
8) Stimoliamo la curiosità dei bambini verso situazioni, persone e luoghi nuovi, raccontando storie ed eventi in modo positivo!
9) Facciamo in modo che il bambino abbia possibilità di sperimentare situazioni nuove, in un contesto dove si sente protetto: accompagnamolo al teatro, a una piscina diversa della solita etc.
10) Insegniamogli, dando anche l’esempio, ad andare incontro al prossimo in modo positivo. Un sorriso “sociale”, anche se si ha paura, fa la differenza! La gentilezza verso gli altri diventa un’abitudine nonostante la timidezza ed è un ottimo mezzo contro l’isolamento.
11) Facciamo in modo che il bambino si possa scaricare, magari attraverso lo sport, ma anche in un una bella amichevole battaglia fisica casalinga.
12) Sottolineiamo sempre le parti dove il bambino va forte! Fare cose che piacciano al bambino e dove riesce bene serve ad una buona dose di autostima.
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